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La memoria muscolare è nei muscoli?

Sfatiamo un mito, suggerito dalla nomenclatura “memoria muscolare”: la memoria muscolare non si trova nei muscoli.
O almeno non le informazioni necessarie all’apprendimento di una attività motoria, che è dunque meglio chiamare “apprendimento motorio”. Esse si trovano invece in diverse aree del cervello, fra cui il cervelletto.
Sui muscoli può rimanere però una traccia della pratica avvenuta in passato: il tono muscolare, o il volume muscolare; e, indirettamente, il numero di fibre nervose che conducono al muscolo stesso.

Per quanto riguarda il numero di terminazioni nervose che giungono al muscolo (dunque una caratteristica del sistema nervoso più che del sistema muscolare), esse portano ad un fenomeno importante.
Se non si esegue un attività motoria per molto tempo i muscoli possono atrofizzarsi. Ma è stato dimostrato che le terminazioni nervose (che portano ai muscoli e ne causano la contrazione) si mantengono più a lungo, portando quindi l’individuo ad un più veloce apprendimento nel caso dovesse ricominciare la pratica dopo la pausa. Egli sarà già dotato delle terminazioni nervose che permettono al muscolo di contrarsi, a differenza di altre persone che quel muscolo non lo usano o non lo hanno mai usato.

Si sa infatti che il primo fenomeno somatico conseguente alla stimolazione muscolare è la crescita dei nervi afferenti al muscolo. Ciò precede anche lo sviluppo del volume muscolare, che avviene dunque dopo alla crescita dei nervi periferici che stimolano il muscolo.

Ma aspetta, cosa sono i nervi e i neuroni?

I nervi sono strutture formate da più neuroni che si diffondono per tutto il corpo per stimolare muscoli o ricevere segnali tattili. Contengono fibre afferenti ed efferenti, cioè nervi motori o nervi somato-sensitivi (che portano le sensazioni del corpo al cervello)

Il neurone è una singola cellula del sistema nervoso.
Ogni neurone comunica solamente tramite scariche elettriche, o più precisamente depolarizzazioni di membrana, indipendentemente dallo stimolo che ha causato la depolarizzazione. Un neurone che riceve stimoli tattili comunica infatti allo stesso modo di un neurone, per esempio, olfattivo: tramite scariche elettriche. La differenza fra questi sta nella causa che ha creato la scarica e la successiva computazione della scarica da parte di altri successivi circuiti neuronali, ed infine da parte del cervello. Nel caso del neurone tattile, la scarica è causata da terminazioni nervose presenti sulla pelle sensibili alla pressione; nel caso di quello olfattivo, da piccole molecole che si legano a recettori presenti sulla membrana del neurone.

Ogni neurone è formato da dendriti che ricevono scariche da altri neuroni, un corpo cellulare con il nucleo che permette la sintesi delle proteine necessarie al sostentamento del neurone stesso e un assone che permette alla scarica elettrica di propagarsi verso un altro neurone.
La connessione tra l’assone di un neurone e il dendrite di un altro si chiama sinapsi. Ogni neurone farà passare il segnale elettrico lungo il suo assone solo in presenza di una aria stimolazione.


I nervi sono una parte fondamentale dell’attività motoria e sensitiva di ognuno; conoscerli permette di comprendere a fondo cosa accade in attività di abilità motoria come la prestigiazione.

fonti:
Wikipedia and related scientific articles
Priciples of Neural Science

SIBELIO
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